Campioni di antirazzismo

Le comunità migranti insieme a Salman Zaman, giocatore della nazionale italiana di Cricket campione agli Europei Under 15, premiato dalla città di Ancona: “una città che vogliamo aperta e solidale, senza frontiere”

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“Caro Sindaco, questa sera siamo qui, davanti a lei e davanti alla cittadinanza di Ancona. Questa sera i nostri volti e i nostri corpi  sono davanti a voi. Quei volti e quei corpi che troppo spesso rimangono invisibili…” 

Queste le parole con cui inizia la lettera che Imad, ragazzo marocchino, nella serata di sabato 19 settembre ha letto pubblicamente, dal palco di Piazza Roma.

In tanti insieme a Imad sono saliti sul palco allestito per il concerto che avrebbe caratterizzato una delle piazze di Ancona per l’iniziativa della notte bianca.

Infatti in questa occasione il Sindaco, Fiorello Gramillano, iI Vicesindaco con delega allo sport insieme all’assessore al patrimonio hanno premiato, con una targa ricordo, Salman Zaman, giocatore di cricket originario del Pakistan, appartenente alla locale squadra di cricket (Ancona Cricket Club) della Polisportiva Antirazzista Assata Shakur, che con la maglia della nazionale italiana ha vinto gli europei Under 15.

La Polisportiva ha consegnato a Salman una fotografia con lui raffigurato nel momento in cui segnava il punto decisivo per la vittoria finale della nazionale. Tale immagine è stata più volte riportata sulle prime pagine dei quotidiani nazionali dato il grande valore non solo sportivo, ma soprattutto sociale che la nazionale di cricket ha rappresentato agli europei; infatti la nostra nazionale è composta per dodici tredicesimi da giocatori stranieri che oggi sono i nuovi cittadini del nostro Paese.

Volutamente sul palco sono saliti insieme a Salman e ai rappresentanti della Polisportiva anche le comunità migranti che partecipano al mondialito antirazzista che l’associazione promuove ogni anno nella città di Ancona.

Si è voluto portare all’attenzione quelle che oggi sono le problematiche che gli immigrati costantemente vivono. Per questo oltre alla lettura della lettera, i nuovi cittadini della città di Ancona hanno consegnato al Sindaco la bandiera originale della città, cucita a mano da un ragazzo senegalese.  Il gesto ha voluto significare quello che in realtà loro si sentono di essere: non un pericolo sociale, non un elemento folkloristico ma bensì uomini e donne e che come tutti e tutte devono godere di uguali diritti e poter vivere secondo proprie forme di vita.

Il sindaco ha risposto promettendo davanti ad una folla che stava seguendo l’evento di organizzare un incontro in Comune per focalizzare i problemi che i migranti vivono nella città di Ancona  e trovare adeguate soluzioni.

L’appello dei nuovi cittadini della città di Ancona e della Polisportiva Antirazzista Assata Shakur al Sindaco Gramillano, in occasione delle premiazioni per la vittoria del Campionato europero Under 15 di Cricket.

La lettera di Imad

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Caro Sindaco

Questa sera siamo qui, davanti a lei e davanti alla cittadinanza di Ancona. Questa sera i nostri volti e i nostri corpi  sono davanti a voi. Quei volti e quei corpi che troppo spesso rimangono invisibili, volti e corpi che troppo spesso s’infrangono tra le sbarre dei centri di detenzione per migranti, volti e corpi che troppo spesso vengono dimenticati in mare dove incontrano la morte che comunque per le persone che tentano il viaggio della loro salvezza è pur sempre il male minore rispetto alle guerre, alle persecuzioni, alla fame… dicevamo volti e corpi troppo spesso violati dall’ignoranza e dall’indifferenza delle persone, feriti nella loro dignità in nome di una superiorità che divide e cataloga gli esseri umani: da un lato quelli che godono di diritti e  dall’altro quelli a cui vengono negati.

Siamo qui perché come cittadini anconetani abbiamo la fortuna , almeno per noi lo è, di aver viaggiato tanto, la fortuna di aver imparato a parlare tante lingue, la fortuna di  conoscere tante culture diverse. I nostri figli sono nati o nasceranno in Italia, tutti i giorni compiamo i semplici gesti di ogni buon cittadino: ogni mattina ci rechiamo al lavoro, anche se questa crisi che ci hanno imposto lo rende sempre più precario. La perdita del lavoro per noi è una doppia tragedia, sia economica sia perché perdiamo la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno il quale così come posto dalla normativa vigente, è per noi vitale come un polmone, un cuore.

Senza quel pezzo di carta siamo finiti….e quanto abbiamo faticato per ottenerlo, quanti moduli, incartamenti abbiamo dovuto compilare e consegnare facendo code interminabili agli sportelli addetti e facendo i conti spesso con l’ignoranza del tecnico di turno a cui non solo non gli sono state insegnate le buone maniere ma spesso non gli è stata insegnata correttamente la legislazione in vigore,  la quale in tutti i suoi articoli è pensata e voluta per negare  la possibilità ad un migrante di regolarizzarsi. Oltre al lavoro, la maggior parte di noi ha una famiglia ma purtroppo non sempre ce l’ha accanto, quante volte abbiamo tentato e tenteremo di ricongiungerci con la nostra moglie o il nostro marito….anche questo oggi sembra divenuto impossibile….peccato che il marito e la sua sposa non condividono lo stesso dna, altrimenti un semplice esame del sangue avrebbe potuto provare che siamo coniugi…del resto lo fanno con i nostri figli per provare la parentela…figli che quando sono minorenni  devono dimostrare la loro minore età con un esame radiografico al polso…ci chiediamo se questo possa ritenersi opportuno per un paese che si reputa civile, democratico e giusto.

Sappiamo che  è a conoscenza di tutto ciò, per questo Le vogliamo dire che insieme a Lei vogliamo predisporre questa città ad essere sempre più accogliente ed aperta verso tutti e tutte. Vorremmo che Ancona fosse di esempio per le altre città italiane e per far sì che ciò avvenga ci vuole l’impegno di tutti e tutte, perché crediamo fermamente che l’unico antidoto contro le discriminazioni, le violenze, l’ignoranza sia la costruzione di uno spazio politico aperto e vero in cui insieme  a tutta la cittadinanza si possa esercitare il Buon Governo. Insieme dobbiamo creare quel comune nel quale ognuno possa essere libero di scegliere le proprie forme di vita. Noi ci siamo! Ed insieme a noi molti altri….Ci auguriamo che questo sia l’inizio per un rapporto duraturo aperto al dialogo, all’ascolto e al confronto. Sicuri che ci rivedremo ancora, per il momento le porgiamo i nostri più calorosi saluti a Lei e a tutto il suo staff.

A presto,

Ancona, 19 settembre 2009

I nuovi cittadini della città di Ancona

Polisportiva Antirazzista Assata Shakur

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