… DICONO (E DICIAMO) DEL MONDIALITO

X Edizione del Mondialito Antirazzista Assata Shakur. Cosa è cambiato in questi anni. Quanto è cresciuto questo Torneo?

L’intervista ad Alessio su sport alla rovescia, a cura di Ivan Grozny

X Edizione del Mondialito Antirazzista Assata Shakur. Cosa è cambiato in questi anni. Quanto è cresciuto questo Torneo? 

“Il torneo nasce nel 2002 il prima edizione vedeva 4 squadre. Si disputava a Cittadella in un campo di calcio a 8 sotto un palco. Negli anni successivi si trasforma in torneo di calcio a 5. Nascono iniziative spontanee con feste organizzate dalle stesse squadre. Nel 2005 facciamo un festival con dibattiti musica e filmati nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, in vista della finale. Il torneo cresce non solo di squadre da 4, a 12, a 18 a 24, ma di pubblico, e le strutture dove lo organizzavamo in questi anni non erano più sufficienti.
Nel 2007 si sbarca nella piazza centrale della città, cosi come negli anni successivi, fino ad arrivare al IX MONDIALITO nel 2010, e con grande cornice di pubblico si arriva alle 2000 3000 persone per le finali.

Un bel risultato..

“Si, ma allo stesso tempo però soprattutto negli ultimi due anni, ci si accorge che perdiamo di vista l’obiettivo iniziale che non è solamente il torneo di calcio. Invece stava diventando così, in una piazza dove non ci era permesso fare niente, costringendo le squadre e i giocatori, soprattutto quelli nuovi del torneo, a non fermarsi dopo la partita… Allora abbiamo deciso di crearci un evento, insieme alle comunità partecipanti abbiamo fatto riunioni su riunioni per capire e far capire loro le nostre intenzioni.
E così proprio nell’anno della decima edizione è nato questo Mondialito, un festival antirazzista.
Il programma è vastissimo come si può vedere visitando il nostro blog http://xmondialitoantirazzista.blogspot.com/p/programma-festival.html”.

Qual è la finalità principale di questo torneo?

“Il fine logicamente è quello che attraverso lo sport, la musica, la gastronomia e momenti di socialità, la possibilità di parlare del mondo che ci circonda in modo serio e creando un vero e proprio scambio. Quest’anno a differenza degli anni passati siamo in tanti ad organizzare questo evento. Oltre la polisporitva, c’è l’ass. Shimabara e il collettivo degli studenti, oltre ad alcuni rappresentanti delle squadre che da diverso tempo partecipano al torneo.

Si gioca in un campo non in perfette condizioni. Ogni tanto quando facciamo le righe sembra il campo di SPORT ALLA ROVESCIA – sorride Alessio – ma in uno scenario fantastico in mezzo al verde, con vista sul mare. Ed è in questo scenario che si vedono centinaia e centinaia di persone ai bordi del campo, e sembra di assistere agli ultimi minuti di una partita decisiva con la conseguente invasione del campo per abbracciare i propri beniamini, immagini frequenti negli anni passati, rare ai tempi nostri. Quindi si mischia la voglia di giocare e di vincere ma soprattutto di divertirsi, con i bambini che giocano a bordo campo, o a calcetto nel campo adiacente. E nello stesso tempo ci sono gli odori della cucina.
Dietro la porta poi non c’è la classica curva ma il palco con i dibattiti. Un programma fittissimo. Si parla, si discute e ci si confronta con problematiche serie legate alla vita di tutti giorni.

Un bilancio, a metà torneo, è d’obbligo.

“Siamo molto soddisfatti. Siamo riusciti tutti insieme a creare quell’ambiente a misura per il nostro torneo. Abbiamo perso sicuramente del pubblico rispetto alla centrale piazza Pertini,ma abbiamo guadagnato sicuramente in socialità”.

Che piani avete, una volta concluso il torneo.

“lI prossimo appuntamento della polisportiva è l’iscrizione in terza categoria della squadra di calcio. Questa è un altra grossa scommessa da vincere prima per i tesseramenti, poi per portare la nostra idea di calcio e di sport nell’ambito della federazione”.

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