Prima vittoria della campagna “Gioco anch’io”

                      ABBIAMO VINTO……

Ricordate il primo raduno nazionale  tra le palestre popolari e polisportive antirazziste? Si svolse ad Ancona presso il csa Asilo Politico, il 14 e 15 gennaio 2012; in quell’occasione 15 realtà italiane attive in pratiche di sport popolare e non discriminatorio risposero all’appello della Polisportiva Antirazzista ASSATA SHAKUR 2001: erano presenti San Precario Padova, Boxe Popolare Cosenza, Polisportiva Antirazzista La Paz Parma, Upper cup Alessandria, Balon mundial Torino, Equipo popolar Napoli, Palestra Popolare Valerio Verbano di Roma, Palestra popolare Mustakkio di Taranto, La paz Rimini, Polisportiva Indipendente Vicenza, palestra popolare Bologna, hic sunt leones Bologna, primi della strada Terni, Palestra Rebelde Fabriano, rappresentanti di 12 palestre popolari romane.

In quella due giorni di sport praticato e condivisione sul dar farsi uscimmo subito con un obiettivo comune: costituire una rete per affrontare la campagna del diritto di cittadinanza e scardinare il razzismo burocratico riguardo il tesseramento degli atleti stranieri, nel calcio e in tutti gli altri sport. (resoconto)

Partì così la campagna GIOCO ANCH’IO, a cui aderì subito anche la UISP nazionale. Un anno dopo ci vedemmo a Jesi, dove nacque l’associazione Sport alla Rovescia con il fine di unire le lotte di tutte queste realtà e alla quale aderì anche la Polisportiva Ackapawa di Jesi.

In poco più di un anno e mezzo abbiamo messo in atto tantissime iniziative, tornei, dibattiti, incontri e confronti dal nord al sud della penisola e grazie a un pool di avvocati esperti abbiamo studiato a fondo la normativa. Nelle Marche e nel Veneto abbiamo incontrato direttamente i presidenti regionali della F.I.G.C. (vedi qui e qui), facendogli sottoscrivere il documento GIOCO ANCH’IO (probabilmente il momento della svolta), che è stato firmato da migliaia di persone, tra cui atleti, tifosi, società e via dicendo.

L’ultima grande iniziativa è stata il Meeting di Vicenza, una tre giorni di dibattiti e tornei svoltasi nel maggio scorso e finalmente i primi di giugno del 2013, reso ufficiale dopo un mese circa, abbiamo riscosso l’intero incasso… abbiamo ottenuto l’abrogazione dell’Art. 40 commi 11 e 11bis NOIF.

Certo ancora molto c’è da migliorare, ma continueremo a lavorarci e di sicuro non ci fermeremo adesso che i primi risultati sono arrivati.

Il nostro campionato l’abbiamo già vinto.

POLSIPORTIVA ANTIRAZZISTA ASSATA SHAKUR ANCONA 2001 –                        ASS. SPORT ALLA ROVESCIA

Melting Sport – FIGC: abrogati gli articoli discriminatori

da Sport alla Rovescia

Una prima vittoria della campagna “Gioco anch’io”. Via i commi 11 e 11 bis dell’art 40 del NOIF

Si può fare: abrogazione dell’art. 40 co. 11 e 11 bis NOIF

Finalmente, dopo che da oltre un anno in articoli, convegni, incontri chiediamo – come melting sport e sportallarovescia.it- l’eliminazione dei commi 11 e 11 bis dell’art. 40 delle NOIF della FIGC e la sostanziale modifica delle norme in tema di accesso al tesseramento ed all’attività sportiva per i giocatori privi di nazionalità italiana, è successo!

Si tratta di un primo passo, importante, ma non certo esaustivo. La nuova normativa, significativamente migliore della precedente, porta ancora con sé alcune limitazioni e restrizioni da superare.

Nel concreto, cosa cambia?

Come risulta dal C.U. n. 194/A del 12/06/2013 (consultabile sul sito FIGC) il Consiglio Federale della FIGC, nella riunione del 4 giugno “ha ritenuto opportuno (…) abrogare i commi 11 e 11 bis dell’art. 40 e di emanare il nuovo testo degli art. 40 quater e 40 quinques delle Norme Organizzative Interne della FIGC”.

Sono state accolte gran parte delle proposte di modifica chieste con l’appello “Gioco anch’io”  , consegnato, e generalmente ben accolto, questa primavera in varie sedi dei comitati regionali FIGC.

Il nuovo art. 40 quater NOIF, come gli abrogati co. 11 e 11 bis, riguarda il tesseramento alla Lega Nazionale Dilettanti di ragazzi/e privi di cittadinanza italiana e di età superiore ai 16 anni (o 14 in caso di “giovane dilettante”).

Nella nuova normativa, per quanto riguarda i calciatori MAI precedentemente tesserati per Federazione estera, vengono eliminati il requisito della residenza in Italia da almeno 12 mesi e quello della necessità del permesso di soggiorno (per i giocatori extracomunitari) valido fino al termine della stagione, inoltre viene rimosso anche il limite di trasferimento o svincolo nel corso della stagione sportiva.

In merito alla durata di validità del permesso di soggiorno, ora indicata con scadenza non anteriore alla data del 31 gennaio, appare necessario svolgere alcune considerazioni. Come già scritto in precedenza tale indicazione temporale era già prevista nella prassi derogatoria delle ultime stagioni sportive. Ovviamente, una richiesta di durata del permesso di soggiorno di questa brevità inciderà minimamente sulle questioni concrete ed individuali dei richiedenti il tesseramento, e di questo non possiamo che essere contenti (e, probabilmente, anche i pochissimi casi che dovessero presentare delle criticità al riguardo verranno superati nella pratica). Detto ciò, non possiamo non criticare questa scelta, ritenendo, di principio e di diritto (vedasi l’ordinanza del Tribunale di Lodi del 13 maggio 2010 relativa al “caso Kolou”), che alla FIGC possa, semmai, spettare di verificare la correttezza della documentazione del richiedente il tesseramento al momento stesso del tesseramento, ma nulla più.

Significative le novità in tema di tesseramento di giocatori precedentemente tesserati per Federazione estera.

Innanzitutto, rispetto alla precedente normativa, viene completamente liberalizzato il numero di calciatori comunitari tesserabili e schierabili in campo.

Per quanto riguarda i calciatori extracomunitari viene fissato in due (2) il limite di soggetti tesserabili e schierabili (precedentemente era previsto il tesseramento di un (1) solo calciatore “straniero”).

Questa scelta, sebbene vada nella direzione di una maggiore apertura, è quella maggiormente deludente della nuova normativa e, quindi, quella su cui si focalizzeranno le future richieste di modifica.

Il punto fondamentale, per meglio spiegarci, non è semplicemente quello di un aumento del numero di calciatori tesserabili e schierabili, ma un ragionamento sul perché del limite e di conseguenza sulla migliore soluzione attuabile. In queste situazioni – calciatori provenienti da Federazione estera- il faro da seguire è quello di evitare pratiche di trafficking, pertanto la soluzione non è nel limite numerico, qualunque esso sia, ma nello sviluppare una normativa e un controllo costante che permettano la maggiore apertura possibile e nel contempo rigidi controlli e pesanti conseguenze, sportive e penali, per i soggetti che ponessero in essere pratiche scorrette.

Sempre con riferimento ai calciatori precedentemente tesserati con Federazione estera accogliamo con favore l’eliminazione, per i soggetti extracomunitari, della richiesta di documentazione circa l’attività di lavoro o di studio svolta nonché la necessità di risiedere nel Comune sede della società sportiva o in Comune della stessa Provincia o di Provincia limitrofa.

Anche in questo caso vengono eliminati il divieto di trasferimento e svincolo durante la stagione sportiva ed il requisito di validità temporale del permesso di soggiorno fino al termine della stagione (anche in questo caso sarà necessario un permesso di soggiorno valido fino al 31 gennaio).

In conclusione

Il cambiamento della normativa FIGC, al netto delle considerazioni di cui sopra, è sicuramente un buon passo in avanti. Ovviamente non ci si può fermare ma almeno la direzione sembra quella corretta. Bisognerà continuare a confrontarsi ed a chiedere ulteriori miglioramenti, e bisognerà, soprattutto, verificare e pretendere che anche le Federazioni meno in vista, e ancora regolamentate da normative fortemente discriminatorie nell’accesso alla pratica sportiva, inizino a muoversi in questa direzione.

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