UISP e Sport alla Rovescia al Ministero, contro ‪razzismo‬, ‪‎xenofobia‬ e ‪‎intolleranza

Il 30 luglio scorso una delegazione di Sport alla Rovescia e una rappresentanza della UISP hanno partecipato al tavolo di lavoro indetto a Roma dal Ministero per l’integrazione e dall’Unar per l’avvio di un piano nazionale che miri a uno sport antidiscriminatorio, che escluda razzismo, xenofobia e intolleranza a partire dalle limitazioni all’attività sportiva imposte a livello istituzionale e normativo.

Sport Alla Rovescia al Piano d’azione nazionale contro il razzismo

Come Sport alla rovescia, assieme alla UISP, abbiamo recentemente ottenuto un’importante vittoria in questo senso, con l’abrogazione dei commi 11 e 11 bis dell’art. 40 del NOIF, ma la battaglia contro le discriminazioni nell’accesso all’attività sportiva è solo all’inizio. 

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Carlo Balestri, a nome della UISP e di Sport alla rovescia, è intervenuto al tavolo di lavoro per presentare il nostro impegno in questa direzione.

«Lo sport non è solo quello che si vede in televisione, ma come dice la Commissione europea o il Trattato di Lisbona, è uno strumento di coesione sociale, può essere utilizzato come strumento educativo, perché è un linguaggio che mette in relazione le differenze. Ci sono però dei regolamenti in Italia che per le associazioni sportive ostacolano i cittadini non italiani nel fare attività sportiva o essere tesserati. Su questo la UISP insieme a Sport alla rovescia, associazione nata dalle Palestre Popolari, hanno portato avanti una battaglia, che ha ottenuto un ottimo risultato: il cambiamento di alcune regole da parte della FIGC, però questa battaglia non è finita, perché dovrà portare sul tavolo d’azione la possibilità per tutti i cittadini e non, i rifugiati o i richiedenti asilo, di essere tesserati e praticare attività sportiva senza limitazioni e senza discriminazioni; questa sarà una grande conquista che questo tavolo dovrà prendere in considerazione. L’altra cosa di cui dovrà rendere conto sono le pratiche quotidiane che utilizzando lo sport fanno sì che l’Italia sia una repubblica interetnica e interculturale».

Oltre all’idea di promuovere una campagna nazionale sulla scia di “Gioco anch’io”, una delle proposte scaturite dal workshop tenutosi in occasione della giornata, è stata quella di realizzare uno sportello per le associazioni sportive, a cui le società che lavorano con gli immigrati possano rivolgersi per trovare il supporto legale di cui potrebbero necessitare. Report del workshop Sport:

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