Palestra popolare

COS’E’ LA PALESTRA POPOLARE ?

logopalestra

La palestra popolare promuove uno spazio, da intendersi non solo nel senso fisico, per promuovere le discipline sportive predisponendo un ambiente adatto per lo svolgimento dei corsi e promuovendo attraverso incontri e dibattiti, una cultura dello sport come diritto per tutti senza limiti di età, senza limiti fisici, di appartenenza sessuale e di genere, fuori dalle categorie sociali imposte e senza limiti di provenienza culturale.

Lo sport per tutti costituisce un fenomeno socialmente rilevante, poiché assolve alle primarie funzioni nei processi di crescita degli individui e della collettività. Per questo costituisce una tappa irrinunciabile della dimensione educativa, per il ruolo che esso svolge nella formazione dei “piccoli” e dell’educazione continua degli adulti. Il diritto allo sport è dunque diritto a compiere un’esperienza di maturazione umana e di integrazione sociale.

Lo sport per tutti, in tutte le sue forme e in tutti gli obbiettivi che il singolo è in grado di raggiungere, deve essere riconosciuto e garantito come un’importante risorsa di relazione ed interazione sociale, quindi come preziosa esperienza di democrazia e messa a valore delle potenzialità che ognuno sceglie di mettere in gioco.

Tutto questo per riportare l’etica all’interno dello sport che, oggi, si è ridotto a barbara mercificazione, in questo il calcio ne è la sua sintesi, per cui l’organizzazione sportiva è mezzo per accumulare capitali e strategie economiche schiacciando tutti quei valori che hanno sempre contraddistinto il mondo dello sport.

Vogliamo praticare un altro sport in cui la competizione sportiva è uno stimolo e non il suo fine, in cui si promuova attraverso i metodi olistici il benessere come educazione alla salute e prevenzione contro le malattie al contrario di chi promuove la ricerca forsennata della perfezione assoluta come modello di bellezza e salute standardizzati che spesso per mantenerli si è costretti a ricorrere a sostanze inutili e a volte dannose per lo stesso fisico.

Praticare un altro sport significa aprire possibili scenari di costruzione di una città che si ridefinisce a partire dal suo riscoprirsi multi-culturale e multi-identitaria. Sono molteplici le identità che ogni giorno si muovono nelle nostre città e fuori da queste, e crediamo che ognuna di esse debba esistere e debba potersi esprimere senza essere sottoposta a mediazioni, patteggiamenti, a scambi o baratti.

L’altro sport in cui crediamo è quello che racchiude dentro di sé una pluralità di punti di vista, di dimensioni, di modi di essere, ciò significa rendersi disponibili alla relazione aperta e creare spazi e opportunità multi-relazionali in cui si possa stare insieme, divertirsi, contaminarsi e raggiungere il proprio benessere psico-fisico.

10, 100, 1000 PALESTRE POPOLARI

Ci sono almeno due buone ragioni per praticare le arti marziali: la loro utilità educativa e la necessità di recuperare un rapporto col proprio corpo che sia improntato all’autocontrollo ed all’autodifesa.

Alessio Abram è un maestro che viene dalla gavetta. Svolge quest’attività da sempre, all’interno di normalissime palestre, ma anche in luoghi costruiti con sacrifici, entusiasmo e mezzi di fortuna.

L’esperienza delle palestre popolari, In Italia come altrove, rappresenta un patrimonio di relazioni sociali e conquiste sportive che purtroppo ancora non ha trovato adeguata risonanza nelle cronache e nella letteratura dei movimenti che lottano per costruire un Altro mondo.

A Cosenza come in Ancona, a Roma, Milano, Bologna, Venezia e in altre città, esistono luoghi in cui si lavora per costruire un diverso modo di concepire la salute e l’attività fisica. In alcuni casi, da queste palestre umide e polverose sono stati sfornati autentici campioni.

È ancora più profondo l’obiettivo programmato da Alessio e dagli istruttori che, come lui, hanno preferito realizzare la propria attività improntandola ai valori dell’antirazzismo ed al rifiuto di sostanze e metodi dannosi per la salute umana. La verà finalità è sociale.L’efficacia educativa delle arti marziali sugli adolescenti, rivela una qualità che spesso le agenzie direttamente deputate alla formazione non riescono a raggiungere. La boxe, il Karate, comportano l’impiego di una fisicità consapevole, favoriscono la maturazione di principi fondamentali come la lealtà, l’uso misurato della forza, il rispetto dell’avversario, il rifiuto dell’aggressività fine a se stessa. I ragazzi si abituano a compiere qualsiasi piccolo gesto, ogni singolo movimento, seguendo un percorso ben definito che parte dalla componente razionale custodita in ogni essere umano. Il fatto stesso di dosare l’energia, modularla in uno schema di azioni predefinite, costituisce un esercizio efficacissimo di costante equilibrio tra la mente e le sue terminazioni distribuite nell’organismo. È significativo il fatto che in tempi recenti alcune scuole e case circondariali minorili più all’avanguardia abbiano aperto le proprie porte all’insegnamento del pugilato ed alle arti marziali, in attuazione di progetti educativi innovativi.

Lo sport diviene così un bene comune, un’attività imprescindibile, quasi quanto un’alimentazione corretta. È un diritto per tutti i ragazzi del mondo; un bisogno per quanti “ragazzi” non lo sono più.

Ecco perché crediamo che lo sport popolare, praticato dal basso, sia una risorsa da potenziare. E le esperienze come quella avviata dalla polisportiva antirazzista “Assata Shakur” in Ancona meritino attenzione, rispetto, partecipazione.

Gianfranco Tallarico

Claudio Dionesalvi

A.S. Boxe Popolare Cosenza

STORIA DELLA PALESTRA POPOLARE

La palestra popolare nasce nel 2003, era ubicata in una stanza di 50 mq presso il centro sociale base lunare alfa alla Baraccola, vicino alla motorizzazione civile. Questi anni verranno ricordati dai frequentatori dei corsi in maniera particolare per aver partecipato all’attività della palestra da veri temerari, infatti oltre ad allenarci in uno spazio piccolissimo per le 12 persone iscritte la struttura era priva di riscaldamento e in inverno era davvero freddissimo e ovviamente mancando l’acqua calda uscivamo dal centro tutti sudati… La voglia di stare insieme, il desiderio di vivere uno spazio e la consapevolezza che stavamo creando qualcosa di diverso e grandioso non solo nella nostra e per la nostra città, ci ha dato la forza di andare avanti negli anni fino ad arrivare fino a che la palestra popolare è diventata a tutti gli effetti un’attività importante all’interno della polisportiva. Il corso di difesa personale, da subito viene frequentato da diversi immigrati ma anche da ragazzi del centro stesso. 
Nel 2006 il centro sociale prende fuoco e così il corso si interrompe, fortunatamente si riesce a recuperare del materiale e grazie alla uisp di ancona otteniamo una palestra presso il palazzetto dello sport di via veneto, dove si svolgono regolarmente i corsi di autodifesa.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...